Note dell'Autore
Una domanda sorge spontanea: Perché fare l’amore proprio con un partner che ha mal di schiena?
Le risposte potrebbero essere le più varie e spaziare da considerazioni di ordine filosofico a calcoli di mero opportunismo.
Si potrebbe ipotizzare che il confronto con il dolore ha sempre affascinato l’essere umano. Oppure che la nostra organizzazione sociale porta all’istintivo soccorso del più sfortunato…
Non è escludere, inoltre, anche considerazioni meno elevate.
Una, è la propensione di alcuni esseri umani ad affiancare un suo simile per soddisfare bieche esigenze narcisistiche.
Non bisogna assolutamente escludere anche l’ipotesi di un losco e freddo ragionamento che fa del lombalgico, prostrato dal dolore e dall’immobilità, un essere pressoché indifeso e facile vittima di ogni manipolazione psico-fisica?
In realtà il vero motivo non è da ricercare con fini disquisizioni di natura sociologica ma, piuttosto, nell’accettazione di una più banale realtà: la cosa è inevitabile!
Il fatto è quasi tutti, prima o poi, devono scontrarsi con questo sgradevole sintomo e che prima o poi, in prima persona o nella figura di partner, ci si troverà a dover conciliare pulsioni primarie e blocchi lombari…

Dagli albori della storia, infatti, l’uomo ha dovuto confrontarsi con il mal di schiena.
L’evoluzione, in questo campo non l’ha aiutato e la natura, per una volta, è stata sostanzialmente equa, tanto che ad oggi, circa il 95% degli individui ha provato, almeno una volta, il brivido di una lombalgia.
Il senso di impotenza che essa genera, coniugato al dolore, a volte ingestibile, sono, dunque, esperienze comuni alla quasi totalità del genere umano.
Compagna affezionata di tanti e tormento occasionale di ancor più, la lombalgia si caratterizza per la tipica inabilità fisica che determina e che rende veramente penosa l’esistenza del malcapitato.
Tutte le sfere della vita di relazione vengono alterate.
Il lavoro, gli hobby, lo sport, ogni attività subisce un desolante congelamento e viene accantonata fino all’alba di giorni migliori.
Il senso di impotente frustrazione si riflette anche nella vita di coppia.
L’estrema difficoltà di gestire in maniera accettabile il proprio corpo rende tragicamente familiare il concetto di astinenza forzata ed alimenta il clima di nervosa irrequietezza del lombalgico.
Se la sospensione delle normali attività professionali e del tempo libero vengono spesso accettate con cristiana rassegnazione, ciò non si verifica quasi mai per la sosta obbligata di ogni relazione intima con il partner.
Non potendo nemmeno consolarsi col sesso il lombalgico cade in depressione e mette in moto una spirale perversa di DOLORE-IMPOTENZA che può condurlo, a seconda della durata dei sintomi, dall’assoluta “apatia coeundi” alla scelta radicale di una vita di contemplazione in un monastero cistercense. Questo vale, naturalmente per i maschi...
L’accorata richiesta d’aiuto di tanti infelici non poteva, allora, rimanere inascoltata.
Negli ultimi anni la sempre miglior conoscenza dei meccanismi che risiedono all’origine del mal di schiena ci pone in condizioni di poter contrastare, con discreta efficacia, la morsa maligna che serra e paralizza i lombi.
Nei prossimi capitoli si potranno scoprire, finalmente, tutti gli accorgimenti che bisogna conoscere, le tecniche da padroneggiare, le scelte da operare per vincere almeno una battaglia nell’eterna lotta contro il mal di schiena e rintuzzare, con meno rinunce possibili, i subdoli attacchi di quello che può essere considerato, a ragione, il male del secolo.